Poesia 2016-Massimiliano Testa Poesie Aforismi Dipinti

Poesia 2016






 

  È autunno
 
 
Per le dorate vigne
muovono gli ultimi sguardi:
d'essi son gli addii alle valli;
d'essi
son le carezze vestite
di nostalgiche malvasie.
Qui,
tra il calar della quiete
e l'imbrunir dei colli
immagino le andate estati;
immagino le mie ossa
che s'adagiano stanche
tra le ali dell'ultimo rondone...
 
È autunno nei vicoli
e l'ultimo addio, dalle terrazze,
s'alza e sveglia sopite malinconie.
 
È di questo solitario autunno
il volgere oltre dei miei pensieri;
oltre le acque ancora calme;
oltre il glauco cielo
ormai nudo e vuoto...

 
Sui tigli invece,
mentre la botte geme
e chioccola il novello sangue,
già sospira il giovane inverno.
 
È autunno nei vicoli
quando alzo il vecchio bicchiere;
quando ancora,
smarrito tra demoni e santi,
assaporo il gorgogliar meraviglioso
di questi ultimi istanti...
 
 



 
Immacolate carte
 
 
Nel modo che il calamaio
la penna asciutta annega
così la notte
copre codesto giorno fiacco.
Non v'è sapore
che amaro segna uguale
al nero inchiostro sulle labbra:
e lì rimane;
e lì non tinge il sudore che,
sulle immacolate carte,
appassendo cade.
Eppur innanzi
vedo riconsegnarmi il giorno
all'indomani,
appena colto,
fresco
come d'agosto è fresca la mattina.
 
Ma ora
dalla persiana che s'accosta lenta
tal quale i passi miei
vedo sparir la luce,
e la mia vita,
così come
dietro al colle dell'etra stanco
a giacer va,
nel suo vermiglio,
il sole.
 
 



 
Ultimi spazi
 
 
Nella roccia ipetra e molle
ogni nuda crepa si dilata
con lacrime
che sfregiano gemendo:
lacrime
d'essenziale e gentile Amore
tanto affilate quanto mute;
lacrime
che risplendono pure solo
quand'esse
percuotono atroci...
 
Sono questi
gli ultimi spazi
d'Amore riversi
in una realtà che arde...
...realtà estratta da un vuoto che,
seppur fragile,
incaglia nella roccia l'anima.
 
Poi,
al ridestar dei sensi,
si scagliano le mie carni
oltre la speranza d'immenso;
oltre dove
muore ogni vento.
 
 





 
E l'incompleto con te si compie
 
 
Sai, non sempre l'incompiuto
è incompletezza.
Guardando il cielo
entra in queste mie parole
e dei tuoi sensi tingile...
Dai un colore a quel tuo cielo che,
seppur m'è ignoto in quel colore,
nei tuoi sensi adesso m'appartiene...
E io lo sento questo spazio
fatto del cielo che ora vedo
colorarsi a poco a poco
d'un _____________ che diviene!
 
... e l'incompleto con te si compie.
 



 
 
Nella requie del cipresso
 
 
In ogni mia assenza
cercami nel crocchio della fiamma
quando l'ombra appaga il giorno
e accarezza come petali di marzo
questa amata requie;
ascoltami nel tocco del sovrano campanile
che ridesta ogni incertezza
e che s'accorda alla mia malinconia
oscillando nel presente
tra un battito e l'abisso...
In ogni mia assenza
raggiungimi con quel battito di ali
che lieve
dall'irta rupe si distacca
e all'etra si concede;
e respirami in questa requie
che ora mi concedo
al cullare della notte
divenendo
procellaria tra le onde...
Nella mia irreversibile assenza
ascoltami
nella requie del cipresso
e nel fiorire del ciliegio
così che la tua inaccessibile tristezza
all'irta rupe ritornando
sospirando s'acquieti e taccia…
 
...e guardami mentre guardi
agli astri e alla campagna!
 
 



 
Vendetta
 
 
Sangue,
è per il mio sangue
che la bocca tua brama
e geme
e langue di me la cruda viscera
e forbisce lenta
la fluida onda
che nell'oscurità s'arena,
sazia,
nei miei tormenti.
Solamente quando
l'unico ricordo tuo
sorgerà dai miei lamenti,
solamente allora
tu avrai requie...
Sarai finalmente sola,
senza più demoni,
finalmente sola,
come disarmonica vendetta!
 
 



 
Emigrato
 
 
Ora sono americano
e respiro la mia libertà
la respiro tutta
e non ne spreco una stilla.
Ora sono americano
e all'America regalo
le mie braccia,
le mie parole,
il mio cuore.
 
Ora sono americano,
ma non dimenticherò mai
la mia casa,
i miei giochi,
il viso di mia madre.
 
Ora sono americano
lui mi disse...
 



 
 
Anime piene di jazz
 
 
Loro si alzano
dalle sponde amare del Tevere
e dai nebbiosi vicoli di Montmartre
per dunque svanire
con un ritmo sincopato
in un lurido bar di Coney Island...
 
Hanno sorvolato le Alpi
e traversato l'Atlantico su sfumate e nere note…
Sono anime,
anime piene di jazz.
 
 



 
Il pettirosso
 
 
Sono linee leggere,
nell'assenza, i pensieri.
Ogni lacrima
all'ombra afflitta dei tigli
ravviva le floride estati.
 
Leggero come l'anima
lì si avvicina il pettirosso:
accarezza il ghiaccio del viale;
libra in modo sicuro
così come una carezza sperata.
 
E tuttavia, privi d'amore,
questi giorni
non avranno dimora...
 
 



 
Passione fugace
(ispirato da "Delta of Venus" di Anaise Nin)
 
 
Prendiamo i nostri cuori
e gettiamoli alle fiamme,
aspettiamo che inceneriscano,
raccogliamone poi le ceneri
e fertilizziamo i fiori
del davanzale
di questo bordello!